Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Ulteriori informazioni

MisterJump - Diving Center Ustica

Immergersi ad ustica

Sutta a Za’ Lisa

Sutta a Za’ Lisa

Vedi la gallery

Tipo immersione: Parete, cigliata

Brevetto minimo: Neofita-intermedio

Livello: Medio / Bassa

Profondita: 15/ 30 mt

Corrente: Debole e occasionale


Di fronte al luogo contraddistinto dal simpatico toponimo tipicamente siciliano, la parete rocciosa continua sott’acqua la sua prospicienza  con andamento quasi verticale, fino ad “adagiarsi” sul fondo sabbioso intorno ai 18 m di profondità. La parete stessa crea un anfiteatro in quella che può considerarsi una delle più belle cale di tutta l’Isola.

Un basso fondale molto fessurato e poco profondo  consente un piacevole percorso subacqueo, da seguire con parete alla destra nel percorso di andata e poi, a ritroso, a quote differenti.

Data la profondità non impegnativa (circa 30 m nel punto massimo), sono i colori e la morfologia  variegata del fondale a fungere da cornice per le attrazioni del sito: Astroides calycularis, Parazoanthus axinellae, Eunicella cavolinii, qualche piccola gorgonia rossa (Paramuricea clavata) e diversi tipi di poriferi incrostanti.

Da un pianoro cosparso di grandi massi che si alternano alla prateria di posidonia e posto a circa 9 m, si diparte un lieve pendio che degrada verso i 25 m. Qui è facile l’incontro con gruppi di saraghi fasciati e qualche ricciola, attorniati da nuvole di castagnole, mentre sul fondo, con un po’ di attenzione, sono presenti diverse specie di piccoli nudibranchi, come la Flabellina affinis, la Cratena peregrina e il Peltodoris atromaculata.

Un grande macigno di roccia lavica, al centro della baia, presenta un interessante piccolo canyon che conduce verso alcune anfrattuosità create dalla parete sovrastante: una sorta di finestra nel blu molto suggestiva con la volta coperta da madrepore arancioni.  Piccole cernie in tana, gamberi rossi e qualche magnosa fanno compagnia al subacqueo attento. Sulla strada del ritorno, a quote più alte rispetto al percorso di andata, troviamo alcuni tagli orizzontali nella roccia, di cui uno molto grande e percorribile da più sub contemporaneamente. Si arriva così gradualmente alla quota per la eventuale decompressione o sosta di sicurezza, avvolti dalla penombra e dall’arancione delle madrepore!















* testi tratti da "La Rivista - Speciale Ustica", edizione 2010

Torna indietro
Mostra tutte le zone