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Ustica - L' Avventura del Cinema sott' Acqua - 1/4 luglio 2017

L’AVVENTURA DEL CINEMA SOTT’ACQUA
Ustica, 1-4 luglio 2017
a cura di
Pippo Cappellano e Marina Cappabianca


 4 serate con proiezioni di filmati, immagini fotografiche e molti sorprendenti aneddoti per raccontare 100 anni di cinema sott’acqua.
Era il 1916 quando negli Stati Uniti uscì in sala il primo lungometraggio ispirato al romanzo d’avventure di Jules Verne 20.000 leghe sotto i mari. Per la prima volta gli spettatori potevano “vedere” su uno schermo cinematografico, che già aveva in sé qualcosa di magico, le meraviglie dei fondali delle Bahamas e la ricchezza della loro vita, ma – fedele al libro originale – il film rappresentava anche terribili mostri marini che i protagonisti affrontavano con impareggiabile coraggio.
Vedere oggi quelle prime immagini – e molte di quelle che seguirono nei decenni immediatamente successivi – ci fa sorridere, ma il racconto di questa grande avventura è straordinario e unico ed è grazie a quei primi coraggiosi sperimentatori, che hanno ispirato intere generazioni, se abbiamo imparato non solo a conoscere il mare ma anche a rispettarlo.
Le origini. Il cinema d’inizio secolo e il richiamo delle profondità marine. Georges Méliès, con il suo cinema fantastico, ricostruisce in studio un primo breve film ispirato a 20.000 leghe sotto i mari. Ma sono i fratelli Williamson negli Stati Uniti a dare inizio a questa avventura inventandosi un sistema ingegnoso per filmare sott’acqua.
Tra le due guerre. Hans Hass e Jacques Yves Cousteau, ognuno per la sua strada ma correndo nella stessa direzione, compiono la prima rivoluzione che permetterà di andare sott’acqua in un modo nuovo, di filmare il mondo sottomarino respirando in piena autonomia, affrancati dalle ingombranti attrezzature del palombaro. Pongono così le basi di un nuovo linguaggio per raccontare questo ambiente ancora sconosciuto.
La sindrome Cousteau. Sulla scia del successo internazionale di Cousteau, l’immagine del ricercatore che racconta esplorazioni subacquee attraverso i suoi film contagia quanti condividono questo spirito di avventura e crea una nuova generazione di documentaristi. Ne raccontiamo gli esempi più notevoli, con particolare attenzione all’Italia.
Da Jaws al Pianeta Blu.  L’aspetto misterioso del mare prende una piega di thriller e horror, seguendo un filone che ha grande successo negli anni ‘70. Gli animali marini sono rappresentati come mostri da uccidere. Ma questo culmine segna anche un punto di svolta.
Già dal decennio successivo il cinema diventa lo strumento per raccontare una natura non solo amica ma da proteggere e salvare.

 Pippo Cappellano
Giornalista, regista e autore di documentari, inizia la sua attività alla fine degli anni ‘60.  Ha diretto e prodotto diverse serie di successo per la RAI su esplorazione marina e archeologia subacquea. Ha diretto oltre 300 documentari in varie parti del mondo su temi di natura, scienza e storia.  Per le sue attività divulgative ha ricevuto il “Tridente d’Oro” nel 1983 e dal 2013 è Vice Presidente Vicario dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee.

 Marina Cappabianca
Produttrice, autrice e regista di documentari in particolare in ambito naturalistico e storico.  Ha coordinato coproduzioni internazionali con partner televisivi quali Discovery, National Geographic, WGBH Nova, WDR e ZDF in Germania, BBC, France 2, France 3, France 5.
Ha pubblicato diversi articoli su tematiche relative all’attività del documentario.
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